19 dicembre 2017
pubblicato da Rino Genovese

Una pessima decisione

Vittorio Emanuele IIIdi Rino Genovese

Chiunque l’abbia presa – sia il presidente del Consiglio Gentiloni, sia il capo dello Stato Mattarella – ha fatto un errore madornale. È una pessima decisione che grida vendetta al cospetto della storia. La spoglia di Vittorio Emanuele III poteva restare dov’era, ricordo di una vita sbagliata, di uno Statuto – quello albertino – tradito, di un regno mandato in malora. Tutti i democratici, coloro che hanno nel cuore l’antifascismo e la Resistenza, non possono dimenticare: Mussolini non andò al potere sull’onda di chissà quale successo elettorale, ma per un calcolo dei maggiorenti di allora, in primis della monarchia che gli consegnò le chiavi del potere. Con eccessiva e malriposta fiducia i galantuomini dell’Aventino sperarono che, almeno dopo l’assassinio di Matteotti, il re intervenisse a ristabilire la legalità costituzionale. Neanche per sogno. Vittorio Emanuele tirò diritto fino alla grottesca tragedia dell’impero, alle leggi razziali, alla catastrofe della guerra mondiale, da null’altro preoccupato se non di non troppo sfigurare dinanzi al suo amico-nemico che minacciava di sbarazzarsene un giorno o l’altro. Fu invece il re, alla fine, a licenziare il dittatore. Ma poche settimane dopo eccolo fuggire dinanzi al pericolo costituito dai nazisti.

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