9 febbraio 2018
pubblicato da Il Ponte

Breve nota, non del tutto frivola, sulla linguistica rivoluzionaria

Linguisticadi Giancarlo Micheli

La querelle, che ha visto vari contributi – ciascuno non scevro d’interesse e perspicacia – impilarsi sul foglio informatico del «Ponte» nell’ultimo mese, potrebbe essere interpretata sotto varie categorie astratte, qual è costume epistemologico sotto le strutture della miseria capitalistica al tempo in cui essa è venuta a maturazione per reclamare diritti di proprietà sul genoma umano e sull’intelligenza residua, di cui l’artificiale è ormai la valuta che ne realizza la frenetica e angusta circolazione, cionondimeno ritengo sia ragionevole scegliere, in prima istanza, la prospettiva del materialismo dialettico: la libertà concessa nelle attuali condizioni è quella compatibile alla realtà dei rapporti sociali di produzione (economica, ma su un piano ancora più concreto e basilare, linguistico-cognitiva), la libertà di partecipare all’atroce espropriazione del vivente intesa all’accumulo del capitale, feticcio di morte e non vita.

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