6 ottobre 2017
pubblicato da Rino Genovese

Secondo piccolo ragionamento in favore del “cartello”

Pisapiadi Rino Genovese

D’accordo, non si capisce che cosa stia combinando Pisapia (con Tabacci e gli altri suoi amici), perché, se anche si volesse soltanto riprendere il discorso dell’Ulivo – se questo non fosse un ricordo del passato –, si dovrebbe comunque cercare di avere un minimo successo elettorale per potere condizionare il Pd, mentre così niente da fare, tra incertezze e tentennamenti si perdono voti anziché guadagnarne. D’accordo, sul versante opposto Montanari e quelli di Sinistra italiana spingono per una di quelle liste “dal basso” che  più che altro, nella loro purezza, alla fin fine sono una finzione, mentre c’è il rischio di arrivare alle elezioni divisi al punto da non avere – con qualsiasi legge elettorale – nemmeno un parlamentare. Unica soluzione realistica è allora quella di un cartello di sigle. Non sarà l’optimum – ma è qualcosa, se non si vuole fare un regalo a Renzi, consegnandogli, all’indomani del voto, un parlamento senza neppure l’ombra di una sinistra.

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