15 giugno 2017
pubblicato da Il Ponte

Stragi e deportazioni: la Germania non vuole pagare

Villa Vigonidi Luca Baiada

La Germania continua a non pagare il debito per i crimini in Italia dal 1943 al 1945, e su questo l’informazione è inadeguata. Scriveva Piero Calamandrei: «Ormai, a quello che furono capaci di fare i nazisti in Italia e in Europa, è meglio non pensarci più. È uno di quegli argomenti che nella buona società non è educazione toccare: è questione di galateo, di buon gusto».

A maggio si sono svolti due convegni: La responsabilità economica tedesca per stragi e deportazioni in Italia: il risarcimento e la memoria, e Remedies against Immunity? Reconciling international and domestic law after the Italian Constitutional Court’s Sentenza 238/2014. Il primo a Pistoia, a cura dell’Istituto storico della Resistenza, una onlus che vive di contributi dei cittadini e di spiccioli dagli enti locali; l’altro a Como, al Centro italo-tedesco di Villa Vigoni, col denaro della Fondazione Fritz Thyssen, intitolata a un industriale nazista. Il primo è stato pubblico e gratuito, hanno partecipato i familiari delle vittime e se n’è interessata Rai Tre; l’altro a scomparti: alcune fasi per gli invitati, o a pagamento, con ammissione o esclusione a discrezione degli organizzatori, e solo l’ultima parte messa su Internet.

Per la pubblicazione degli atti ci vuole tempo, e quelli di Como non potranno essere completi, visto che ci si riprometteva «the necessary confidentiality». Ma dalla guerra di tempo ne è passato già troppo, va detto qualcosa subito.

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