30 giugno 2017
pubblicato da Il Ponte

Una sinistra ideologica che occupa il potere

sinistra ideologicadi Nicolò Bellanca

Nelle sue stimolanti “considerazioni” sulla sinistra politica italiana, Rino Genovese sostiene tre proposizioni tra loro connesse, ma che, come proverò ad argomentare, andrebbero invece tenute distinte. A suo avviso, la sinistra nel nostro paese: 1) è fortemente frammentata; 2) manca di una caratterizzazione ideologica che possa unificarla; 3) dispone di un orizzonte sfocato, ossia di una ridotta chiarezza sulle proprie finalità. Mentre la tesi (1) è difficilmente opinabile, trattandosi di una mera constatazione fattuale, la tesi (2) appare quella che, secondo Genovese, spiega non soltanto la (1), ma anche la (3). Insomma: sarebbe l’assenza di un’impostazione ideologica adeguata ad alimentare il settarismo, e a impedire la formulazione di un programma coerente e incisivo di azione.

Ho tuttavia l’impressione che la tesi di Genovese potrebbe fruttuosamente venire rovesciata. La sinistra italiana rimane ferma al palo, immersa in diatribe interne che la segmentano in continuazione, proprio perché resta ancorata a opzioni ideologiche novecentesche che la rendono incapace di guardare a quello che accade e che potrebbe accadere. Due esempi. Il primo lo traggo da un altro articolo di Rino Genovese su questa rivista, nel quale egli notava con efficacia come l’evocazione dell’Articolo 1 della Carta costituzionale, da parte di una nuova formazione politica di sinistra, fosse un omaggio fuori tempo massimo a un’opzione ideologica. L’altro caso riguarda uno dei temi scottanti delle campagne elettorali dell’ultimo periodo: l’immigrazione.

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