31 dicembre 2017
pubblicato da Rino Genovese

Le destre associate hanno affossato lo “ius soli”

Ius solidi Rino Genovese

Dunque Mattarella ha sciolto le camere, si voterà il 4 marzo e lo ius soli è rimasto nel gargarozzo della trascorsa legislatura. Chi non ha voluto una legge di civiltà che sarebbe servita a dare piena cittadinanza a bambini nati in Italia, i quali oggi possono diventare cittadini a tutti gli effetti soltanto dai diciotto anni in poi e superando svariate complicazioni burocratiche? La risposta è facile: le destre associate colluse in parlamento con il beneplacito del governo, cioè di Gentilon de’ Gentiloni che granché gentile non si è mostrato con i figli dei genitori immigrati (avrebbe potuto “forzare” la situazione ponendo la questione di fiducia, ma ha preferito non rischiare nella speranza di poter succedere a se stesso dopo le elezioni). E quali sono queste destre unite, di fatto, nella negazione di un diritto elementare a una parte della popolazione? Tolti i postfascisti e i fascioleghisti, che sulla xenofobia e un razzismo più o meno discreto fondano le loro fortune, c’è l’opportunismo del solito “liberale alle vongole” Berlusconi; ci sono la piccola galassia centrista (che, ancorché sempre pronta a lavarsi la bocca con il cattolicesimo, di spirito cristiano non ha nulla), l’elettoralismo della maggioranza renziana del Pd schierata solo a parole a favore della legge, e infine l’interesse del grillismo qualunquista e fascistoide di Di Maio. Una bella accozzaglia, non c’è che dire.

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