3 aprile 2017
pubblicato da Lanfranco Binni

Le dame, i cavallier, l’euro e la Nato

Curiazidi Lanfranco Binni

L’ironia della storia ha voluto che i ventisette congiurati “europei” delle Idi di marzo si trovassero installati in una sala particolare del Palazzo dei Conservatori, in Campidoglio: la sala degli Orazi e dei Curiazi, affrescata dal Cavalier d’Arpino all’inizio del Seicento sul tema maschio della forza militare di Roma che afferma con astuzia la sua supremazia sul nemico di turno, gli sprovveduti Curiazi di Alba Longa. La corsa degli Orazi e dei Curiazi fu giocata sulla velocità, e chi si fermò fu ammazzato (il tema si tradurrà nel «Chi si ferma è perduto» dell’italica retorica fascista e delle sue declinazioni successive, fino al «correre!» e «vincere!» del bullo di Rignano; in questo caso gli Orazi sono stati gli elettori del 4 dicembre). I congiurati delle Idi di marzo del 44 a. C. pugnalarono Cesare per difendere la tradizionale oligarchia e scongiurare l’autocrazia di un unico despota. Il gioco, presentato a patrizi e plebei come difesa della libertà della Repubblica, era truccato. In uno straordinario cortocircuito storico i congiurati di un’Unione europea divisa ma arroccata in difesa mentre i “barbari” premono ai confini, e il nemico è anche interno (popoli maledetti, tutti “populisti” quando non stanno al gioco), e i mercati sono contesi da pericolosi competitors della globalizzazione di un capitalismo i cui assetti produttivi tradizionali (occidentali) sono in coma, hanno fatto appello all’unità dell’oligarchia europea, alle diverse velocità delle economie finanziarie forti e dei gregari deboli in una corsa che trova il suo unico obiettivo strategico di medio termine nella «difesa comune» della fortezza assediata. Nella loro Dichiarazione congiunta del 25 marzo definiscono «difesa» pratiche di guerra, e i nemici principali sono l’impero russo e la globalizzazione diversa della Cina, e la crescente pressione migratoria dalle aree devastate del Medio Oriente e dell’Africa.

Il giorno prima (24 marzo) e il giorno dopo (26 marzo)

Il giorno prima dello spettacolino romano, con foto di gruppo e battute goliardiche, si è conclusa, sul fronte sud dell’Europa, di fronte alle coste mediterranee della Sicilia, l’esercitazione navale Nato «Dynamic Manta 2017», con la partecipazione delle marine militari di Stati Uniti, Canada, Italia, Francia, Spagna, Grecia e Turchia, nell’area strategica del «Comando della forza congiunta alleata» il cui quartier generale ha sede a Napoli; l’Italia, oltre a partecipare con proprie unità, svolge da tempo un ruolo logistico fondamentale (porti di Augusta e Catania, stazione Muos di Niscemi, base aeronavale di Sigonella, poligono di Pachino «in uso esclusivo agli Stati Uniti»).

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