12 novembre 2017
pubblicato da Il Ponte

Il trauma infantile di una nazione. «Il club» di Pablo Larraín

Pablo Larraíndi Valentina Morotti

Il regista cileno Pablo Larraín sceglie le parole del primo libro della Genesi per aprire il suo penultimo film: «In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte». Ma la cifra della storia raccontata da questo film è proprio l’assenza di distinzione tra luce e tenebre, l’incapacità umana di identificare il bene e separarlo dal male.

In questo film Larraín sembra apparentemente abbandonare l’esame della storia nera del suo paese, il Cile della dittatura1. Il Club ci trasporta lontano dai luoghi protagonisti della vita politica del paese, a La Boca, un piccolissimo agglomerato di case dimenticate sulla riva dell’oceano e difficilmente raggiungibile da Santiago. La vita che i personaggi conducono qui è non solo lontana dai grandi eventi della politica, ma appare addirittura sospesa in una dimensione naturale, sottratta alla storia. In questo luogo solitario non accade semplicemente nulla, e solo il movimento delle onde dell’oceano e il sorgere e il calare eterno del sole scandiscono l’atmosfera cupa di una terra dove la foschia è l’elemento caratterizzante del paesaggio.

Continua a leggere →

30 novembre 2016
pubblicato da Il Ponte

L’ultimo degli ingiusti

Benjamin Murmelsteindi Valentina Morotti

L’ultimo film di Lanzmann è dedicato alla figura del rabbino Benjamin Murmelstein. Si tratta di una lunga intervista girata da Lanzmann a Roma nel 1975. Il montaggio alterna intensi primi piani del vecchio rabbino mentre racconta il suo passato a scene in cui Lanzmann, più di trent’anni dopo, ritorna sui luoghi evocati dal rabbino, mostrandoceli come sono oggi. Vediamo un ormai vecchio Lanzmann ripercorrere le tracce degli ebrei austriaci che da Vienna vennero trasportati nelle campagne della Repubblica Ceca, diretti verso il campo di concentramento di Theresienstadt.

Il film ruota intorno al vecchio Murmelstein che racconta, rispondendo alle domande di Lanzmann, spesso lasciandosi trascinare dai ricordi. Un Lanzmann non ancora vecchio gli siede accanto: pone domande, a volte dure, vuole sapere la verità sulla figura di questo ebreo che ha collaborato con i nazisti nel tentativo di salvare i suoi correligionari. Ma, soprattutto, Lanzmann ascolta. Il rabbino Murmelstein è sempre stato un uomo pragmatico: ha scelto di collaborare con i nazisti, è sceso a patti, perché era l’unico modo possibile per tentare di salvare gli ebrei della comunità di cui era a capo. Ma quando in nazisti gli chiesero di compilare le liste con i nomi degli ebrei del ghetto di Theresienstadt da destinare al trasporto a Est – e cioè alla deportazione nei campi di sterminio – Murmelstein si rifiutò di fornire lui stesso i nomi.

Continua a leggere →