Terra e libertà

Due amori connotano la vita civile di Giuseppe Avolio, la terra e il socialismo. Si potrebbero ambedue scrivere con la maiuscola perché per Avolio non c'è cosa piú importante della Terra, che è tradizione e innovazione, sapore delle proprie origini, espressione concreta del lavoro, radicamento a una civiltà, e del Socialismo, che è il modo in cui queste realtà si esprimono al meglio. Su questo Avolio non ha mai nutrito dubbi: solo nel Socialismo l'uomo si fa civile, comprende di essere parte essenziale di una comunità, abbandona l'egoismo, rifiuta lo sfruttamento dell'altro.

Ma per essere socialista occorre sporcarsi le mani. Occorre, cioè, far parte delle organizzazioni politiche che al socialismo si ispirano e combattere al loro interno perché queste, in quanto espressioni storiche dell'idea di socialismo, vanno di volta in volta aggiustate, migliorate, perfezionate.

E in questo Avolio non si è tirato indietro. Dopo la deportazione in un campo nazista, in cui dette prova della sua forza d'animo e della sua avversione senza compromessi alla barbara ideologia hitleriana, una lunga militanza nel Psi, poi nel Psiup, e ancora nel Psi testimonia del suo impegno, che è quello della ricerca, talvolta solitaria, di un'unità di tutte le forze della sinistra per il conseguimento della maggiore libertà sociale e politica possibile.

E anche per i problemi dell'agricoltura, secondo la migliore tradizione del socialismo, il soggetto della sua opera non fu la terra ma il contadino, cioè l'uomo che trasforma l'ambiente, lo vivifica, lo umanizza, lo fa a sua immagine e somiglianza. E per i contadini Avolio si è speso con tutte le sue forze e con grande amore, realizzando, in una vita di intenso lavoro di organizzazione dei lavoratori della terra, ciò che nessuno prima di lui era riuscito a ottenere.

Giuseppe Avolio è nato ad Afragola il 10 dicembre 1924. Ha compiuto gli studi classici a Napoli. Dopo l'8 settembre, catturato dai tedeschi, passa due anni in campo di concentramento nazista. Tornato in Italia, si impegna in politica col Psi organizzando le lotte per la riforma agraria. è eletto tre volte deputato, due con il Psi e una con il Psiup. è tra i fondatori della Cia, della quale è stato presidente per 24 anni.


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