Gli spettri del capitale

Gli spettri del capitale. Cinema e pensiero critico

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Numero 11-12 novembre-dicembre 2014

In questo “speciale” cerchiamo di considerare come il cinema abbia rappresentato l’ordine del capitale e le soggettività a esso corrispondenti: tenendo ben presente la storia più recente, in cui dilagano l’astrazione finanziaria e il nuovo autoritarismo politico che ne deriva.

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Numero 11-12 novembre-dicembre 2014

Questo numero speciale del «Ponte» prosegue la riflessione sul rapporto tra cinema e pensiero critico, iniziata nel 2008 con Il cinema non è il cinema.

I film – si diceva allora – non possono essere ridotti a esempi di sistemi filosofici (come se esistessero film heideggeriani, aristotelici e – perchè no – vattimiani o cacciariani). Il cinema è oggetto e soggetto di pensiero nella misura in cui contribuisce ad articolare lo spazio e il tempo della modernità, la partizione del sensibile, nella quale si cristallizzano le sue forme percettive. L’ordine simbolico in cui viviamo non è affatto neutro: è quello del capitale e del suo dominio. È un orizzonte di senso che nulla sembra trascendere; e pure è percorso da crepe e brecce che ne incrinano lo spazio.

In questo “speciale” cerchiamo di considerare come il cinema abbia rappresentato l’ordine del capitale e le soggettività a esso corrispondenti: tenendo ben presente la storia più recente, in cui dilagano l’astrazione finanziaria e il nuovo autoritarismo politico che ne deriva.

Scritti di Giovanni Bassi, Diego Battistini, Francesco Biagi, Pietro Bianchi, Salvatore Cingari, Jonny Costantino, Gianfranco Ferraro, Manfred Giampietro, Paolo Godani, Giulio Manfredi, Lorenzo Marchese, Valentina Morotti, Mario Pezzella, Thea Rimini, Paolo Segalini, Alessandro Simoncini, Danilo Soscia, Tiziano Toracca, Francesco Verri.