13 Aprile 2014
pubblicato da Rino Genovese

Il mare aperto di una sinistra già berlusconizzata

di Claudio Bazzocchi

Mare apertoVorrei provare a seguire la riflessione che Gianni Cuperlo sta facendo in queste settimane, all’indomani dell’ascesa al governo di Matteo Renzi. Ebbene, di questa riflessione non condivido l’analisi sulla sconfitta congressuale e nemmeno su Renzi, descritto con troppa benevolenza. Penso comunque che la proposta avanzata da Cuperlo – di superare l’idea di una corrente tradizionale – possa invece essere accolta favorevolmente. E cercherò di spiegare perché.

La frattura

Cuperlo parla di frattura, sia per descrivere la crisi della destra e la caduta di Berlusconi sia per rappresentare il risultato del congresso e delle primarie del Pd, in cui la sinistra, con la sua tradizionale idea di partito, avrebbe subito una sconfitta epocale ad opera di quei milioni di cittadini in coda per dare un giudizio negativo e punire la classe dirigente del partito. Tale risultato imporrebbe dunque, secondo Cuperlo, la necessità di ripensare radicalmente categorie, culture, pratiche e linguaggi nonché l’idea stessa di partito. Si tratterebbe, dunque, di una frattura consumata in pochi mesi, a cui la sinistra dovrebbe essere in grado di rispondere con coraggio e velocità, evidentemente ben oltre i cambiamenti e le svolte degli ultimi trent’anni.

Questa idea della frattura non mi convince, dal momento che le primarie aperte non possono essere considerate un giudizio politicamente attendibile sulla sinistra italiana, la sua cultura e il suo linguaggio, che pure sono carenti e deboli nel rispondere alla crisi economica e politica contemporanea, ma non possono certo essere giudicati da portatori di risentimento antipolitico fomentato ad arte nei talk show televisivi, sui giornali della borghesia o tramite la satira dei comici alla moda, dotati di un armamentario retorico che ha ormai poco a che fare con la satira stessa.

Continua a leggere →