2 Gennaio 2020
pubblicato da Il Ponte

Emergenza o lotteria. Qual è lo stato dei rifiuti in Calabria?

di Alessandro Gaudio e Gennaro Montuoro

Lo stato di emergenza identifica una situazione di pericolo o di crisi nella quale – spiegano i dizionari – le pubbliche autorità si mantengono in stato d’allarme e assumono poteri speciali. Se si considera soltanto la parola emergenza si vede come al significato ottocentesco di «circostanza, per lo più seria, che interviene inaspettatamente» è stato aggiunto progressivamente quello di «pericolo, urgente necessità». Su questo significato ha influito l’analogo uso inglese che, con litote eufemistica, impiega una parola più blanda, emergency, nel senso di «allarme, pericolo». In linea teorica, però, a emergere è anche il numero che fa vincere cento milioni di euro alla lotteria ed è, forse, in ragione di questa accezione che la nozione di emergenza climatica e ambientale viene accostata sistematicamente a concetti quali termovalorizzatore, ecodistretto, ambito territoriale ottimale [il famigerato ATO], revamping e persino buca o vasca la cui asprezza e sconvenienza è stata artatamente attenuata, eufemizzata appunto. Proprio di recente l’emergenza in tema di clima e ambiente è stata dichiarata da Antonella Rizzo, assessore all’ambiente della Regione Calabria: questa, usando le stesse parole dell’Assessore, «costituisce un primo tassello verso l’assunzione di responsabilità e impegni politici di alto livello in campo ambientale, economico e sociale».

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3 Maggio 2019
pubblicato da Il Ponte

Sensibili di professione o minoranze etiche?

minoranze etichedi Alessandro Gaudio

Goffredo Fofi qualche anno fa, rifacendosi al magistero di Aldo Capitini, iniziò a parlare di minoranze etiche, costituite dai colpiti dal mondo, ovvero dai disoccupati, dagli esclusi, dai sofferenti, dai torturati, persino dai depressi, dagli sfiniti e dagli scomparsi, i quali, alleandosi con gli intellettuali, tentassero di operare una vera e propria rivoluzione aperta, non approvando che prevalgano dappertutto la forza e la prepotenza. Si tratta di alleanze tra persone che non hanno alcun dovere di diventare maggioranza e che scelgono di essere minoranza per rispondere a un’urgenza morale, dunque di verità e di giustizia. Fofi, in una bella intervista rilasciata a Oreste Pivetta (La vocazione minoritaria, Roma-Bari, Laterza, 2009), chiariva come tale disposizione dovesse fondarsi sull’amore per il prossimo, sull’azione nella storia, sulla non accettazione del fatto che la società e la realtà (quella locale allo stesso modo di quella nazionale) restino come sono. è una strada percorsa da non pochissimi gruppi organizzati che, in questo momento, operano tra mille difficoltà anche nel Sud del paese, persino in Calabria, vero e proprio deserto sociale, frangia tossica dell’Italia, luogo in cui ogni problema tende a divenire sistema.

Questa strada ha due corsie: lungo una prima corsia, tali minoranze cercano di influenzare dall’esterno le istituzioni (i rappresentanti del potere legislativo, esecutivo, delle authorities e delle pubbliche amministrazioni) per favorire gli interessi e i beni della comunità; lungo una seconda, esse cercano di colmare il vuoto di informazione riguardo a questi interessi e beni, interagendo, proprio nel modo suggerito da Fofi, con le fasce più disagiate della popolazione e agevolando la costruzione di strutture autonome. La battaglia, condotta senza mai disertare la strada e senza abbandonare i pochi laboratori di sintesi, è senz’altro di qualità, nonostante debba fare i conti, quotidianamente, con una cultura politica che in Italia, e maggiormente nel Meridione, si è sviluppata in termini non partecipativi, esasperati, negli ultimi decenni, da un’ancor più pronunciata sudditanza nei confronti di cattiva amministrazione e leggi ingiuste.

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