20 Marzo 2015
pubblicato da Il Ponte

La vittoria di Netanyahu

di Vincenzo Accattatis

Nel suo negozio di articoli sportivi, nel villaggio palestinese di Hizme, Mohammad al-Kiswani riflette sulla vittoria di Binyamin Netanyahu: «quando vinse, in passato, cercò di asfissiare i palestinesi, questa volta farà peggio». Non piú due Stati, come in passato aveva promesso, ma un solo Stato, con sempre ulteriore occupazione dei territori palestinesi. Netanyahu «ha buttato la maschera», mostrando il suo vero volto (Peter Beaumont e Sufian Taha, Netanyahu’s victory is clear break with US-led peace process, «The Guardian», 18.03.2015). Mohammad al-Mahdi è non meno preoccupato e dice: “certamente le cose peggioreranno, Israele è divenuto un paese carico di odio, di paura e di razzismo”.

C’è un paradosso, dal punto di vista dei palestinesi, nella vittoria di Netanyahu. Per loro, in certa misura, può addirittura essere fatto positivo, perché dirada le nebbie, fa vedere a tutti le cose con maggiore chiarezza: finalmente Netanyahu ha buttato la maschera, ha detto chiaramente al mondo intero che per lui non vale piú la soluzione «due popoli, due Stati», ha rinnegato il suo discorso di Bar-Ilan del 2009.

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