8 Dicembre 2014
pubblicato da Il Ponte

Franco Fortini: vent’anni dopo

Franco Fortini: vent'anni dopodi Luca Lenzini

[Per il ventesimo anniversario della scomparsa di Franco Fortini (28 novembre 2014) «Il Ponte» dedica al ricordo dello scrittore l’intera sezione di «Imbarco immediato» nel numero di gennaio 2015, con contributi di Antonio Allegra (L’allegoria del comunismo. Appunti su Fortini e Lukács), Gabriele Fichera (Macerie che dovremmo riconoscere. L’ultimo Fortini e la “figura”), Alessandra Reccia (A scuola con Fortini. Educazione digitale: sistemi produttivi e modelli cognitivi) e Luca Lenzini (L’impermeabile scuro. Ricordando Fortini a vent’anni dalla scomparsa). Anticipiamo il contributo di quest’ultimo.
Luca Lenzini ha curato l’edizione di Tutte le poesie di Franco Fortini, nella collana degli «Oscar» Mondadori. Sulla presenza di Fortini nel «Ponte» si veda Tomaso Cavallo, Franco Fortini e Il Ponte, con una Postilla di Giuseppe Favati, Atti del convegno «Cinquant’anni del Ponte», Pisa, 20 gennaio 1995, «Il Ponte», nn. 11-12, novembre-dicembre 1998.]

1. Nel dicembre 1994, pochi giorni dopo la morte di Franco Fortini, il Premio Pozzale-Luigi Russo per la poesia fu assegnato a Composita solvantur, l’ultima raccolta del poeta, pubblicata quello stesso anno. In occasione della cerimonia, Cesare Garboli lesse e commentò a braccio, da par suo, alcune poesie del libro, e tra queste Quella che…, dalla sezione Elegie brevi:

Quella che.
È ritornata questa notte in sogno.

Uno dei miei compivo ultimi anni.
«Sono, – le chiesi, – vicino a morire?»
Sorrise come allora.
«Di te so, – mi rispose, – tutto. Lascia
quel brutto impermeabile scuro.

Ritornerai com’eri».

Nel commentare a braccio i versi conclusivi Garboli ebbe a osservare, en passant: «Fortini portava dei brutti impermeabili scuri. Bisogna sapere questo. Si vestiva come un uomo di oltrecortina, per una sorta di misterioso sadomasochismo». L’osservazione è nello stile di Garboli, che era solito indugiare su aspetti particolari o secondari di un autore, per poi orchestrare con sapienza e penetrazione interventi di più largo respiro, in cui singoli spunti di quest’ordine, in apparenza estemporanei e di superficie, s’intrecciavano in profondità con l’interpretazione di opere e personalità complesse, amate o disamate.

Continua a leggere →