1 agosto 2018
pubblicato da Il Ponte

Minoranze linguistiche e diritti ancora da ratificare

Lamberto Zannierdi Mitja Stefancic

Pur avendo fatto passi in avanti, l’Italia non ha ancora raggiunto degli standard ottimali nella tutela delle minoranze etniche autoctone che risiedono entro i confini nazionali. A ricordarlo è stato Lamberto Zannier, commissario Osce, durante la conferenza internazionale che si è tenuta il 16 luglio a Udine. L’Italia infatti a oggi non ha ancora ratificato la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, un documento importantissimo per proteggere i diritti delle minoranze etniche, in primis quello di tenere viva la loro cultura, con la possibilità che la stessa si possa sviluppare nel tempo.

Di cosa si tratta precisamente? La Carta europea delle lingue regionali o minoritarie rappresenta un impegno scritto del Consiglio d’Europa a favore della protezione delle minoranze etniche. Che l’Italia non l’abbia ancora ratificata appare tanto più sorprendente se si tiene conto che la stessa Costituzione italiana spinge a riconoscere e a tutelare le lingue e le culture minoritarie. L’Art. 6 della Costituzione infatti tutela le minoranze linguistiche intese come minoranze etniche culturali, consentendo l’emanazione di apposite norme per la loro salvaguardia.

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