30 Maggio 2015
pubblicato da Rino Genovese

Appena fuori. Diario cinematografico

Diario cinematograficodi Antonio Tricomi

 Nanni Moretti, Mia madre (25 aprile 2015)

Chi lo ha lungamente amato molto, e in nome di ciò ha scelto di perdonargli tanti eccessi ed errori, non si meritava da lui tutto questo: oltre vent’anni di niente. Perché, dopo Caro diario, Moretti ha cessato letteralmente di esistere, tanto come cineasta quanto come intellettuale, riservandosi tuttavia di offrirci periodicamente, cioè con ogni opera successiva, un’ulteriore segnale di questa sua fragorosa inesistenza cinematografica e culturale. Chi magari pensava che con Habemus papam egli avesse raggiunto l’apice di tale inutilità, è forse bene non veda Mia madre e conservi in sé questa sua generosa illusione. Perché qui il nostro si spinge addirittura oltre la retorica: arriva al più gretto, ipocrita, patologico sentimentalismo a buon mercato; conquista l’estremo, assolutorio, nazionalpopolare patetismo conciliante. E peraltro non esita a farlo – perché anche nel giocare al ribasso si rivela comunque l’autocompiaciuto snob di sempre – svendendo alle ragioni della più stucchevole oleografia il pur irritante punto di forza che un tempo, piacesse oppure no, ne caratterizzava proficuamente la riflessione sulla società in special modo italiana: l’intrinseco, e inevitabilmente classista, complesso di superiorità su un’anonima plebe considerata di per sé belluina o, nella migliore delle ipotesi, indecente. Pregiudizio innato che gli deriva dall’appartenenza a un’alta o ripulita borghesia per di più particolare, quella romana, dalle posticce maniere spesso raffinate solo perché in verità nichilista, preoccupata in genere di apparire moralmente ineccepibile solo perché al fondo papalina. Così, in questa sua ultima inconsistente fatica, Moretti beatifica la madre, celebrandone la morte gloriosa, quasi a dirci: stupite per l’eccezionale santità di una donna a tal punto straordinaria da aver generato quell’inimitabile individuo che son io, il più sensibile, intelligente e garbato di tutti.

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