24 Giugno 2014
pubblicato da Il Ponte

Ancora Orwell?

Orwelldi Mario Monforte

Ricordate 1984 di Orwell? È piú illuminante di tanti tomi di dotte elucubrazioni. L’apparato statale addetto alla repressione di ogni dissenso interno era detto «ministero dell’Amore»; quello addetto alla guerra permanente, «ministero della Pace»; quello addetto al controllo di cibo e beni e loro distribuzione, dandoli con il contagocce al popolo, «ministero dell’Abbondanza»; quello addetto alla falsificazione e manipolazione, «ministero della Verità», che riscrive, modifica, cancella storia, eventi e protagonisti, ed elimina dalla lingua le parole negative o pericolose per l’«ordine costituito», o le sostituisce con altre neutre.

Non sta diventando cosí questa nostra Italia, sotto i proclami e i discorsi della “classe politica”, e l’opera permanente dei professionisti della menzogna (mediatici e del sistema della formazione)?

I nomi dei partiti sono foglie di fico che coprono tutt’altro, o l’opposto. La crisi è una sorta di fenomeno naturale: si deve dire «recessione» o meglio «ripresa lenta». L’appropriazione di masse di surplus sociale (schiaffo in faccia ai piú che arrivano a fatica a fine mese e ai tanti che non ce la fanno) è dichiarata legittima per le cosiddette retribuzioni, liquidazioni, pensioni di manager (privati, statali, semistatali) e per le prebende della classe politica e degli addetti agli apparati statali. La subordinazione dello Stato italiano (imposta all’intero paese) a Usa, Nato, Ue-Bce, Stato germanico, organismi internazionali, è detta «trattati di alleanza», «vincoli internazionali», «trattati europei», «l’Europa ci chiede» – rimandando a una fantomatica comunità internazionale. Le guerre a cui partecipa lo Stato italiano, come supporto agli Usa, sono denominate «operazioni umanitarie», o «di pace», o di «affermazione della democrazia» unita ai «diritti umani», o al piú di «polizia internazionale». La macelleria mondiale, aperta, retta e gestita da Usa-potenze maggiori-grande capitale transnazionale, è detta «globalizzazione» – beninteso, dalle «esigenze ineludibili». La macelleria sociale interna, che elimina o striminzisce i diritti acquisiti con dure lotte, è detta «modernizzazione» e i provvedimenti che colpiscono la società, mentre accentrano in modo autoritario la gestione del potere statale, sono chiamati «riforme» – dette ovviamente «indispensabili» e spesso «storiche», perché ormai tutto ciò che fa il governo è «storico». Le iniziative, rivendicazioni, proposte a favore della grande maggioranza della popolazione sono dette «populismo» – presentandolo come demagogia e inganno, quasi nazifascismo.

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