5 Febbraio 2016
pubblicato da Il Ponte

L’Onu e la questione israeliana

questione israelianadi Vincenzo Accattatis

Nel «Giorno della memoria» e nei giorni successivi molti hanno lamentato che si possa scadere nella cerimonia rituale. Da decenni si discute di non far scadere la memoria della Shoah – fatto tragico che riguarda tutta l’umanità e l’Occidente in particolare – in cerimonia rituale, ripetitiva. Non lo diviene se si affrontano i problemi attuali con la consapevolezza dell’oggi.

E dell’oggi è componente il dramma che vivono israeliani e palestinesi (anche questa è tragedia che riguarda tutto l’Occidente e l’Europa in particolare), di cui si è trattato con grande competenza sul «Ponte» (La questione israeliana, nn. 11-12, novembre-dicembre 2015). Prima di tutto, occorre recuperare la dimensione storica e porre ognuno di fronte alla proprie responsabilità, e dire pane al pane, vino al vino, trascendenza alla trascendenza, immanenza all’immanenza: nel discorso sono profondamente coinvolti Dio, l’etica, il diritto, il concetto di giustizia, il rispetto del diritto internazionale, il rispetto dei diritti dell’uomo, il rispetto del valore della persona. Israele non può sottrarsi al rispetto del diritto internazionale e non può (non deve) essere impegnata a screditare il diritto internazionale e l’Onu.

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