10 Gennaio 2016
pubblicato da Rino Genovese

Il reato di clandestinità un’assurdità, per questo teniamocelo

reato di clandestinitàdi Rino Genovese

Dunque è chiaro, conclamato, va in questo senso anche il parere del procuratore nazionale antimafia: il reato di clandestinità non soltanto è una fattispecie ripugnante al “diritto delle genti”, come lo si chiamava una volta, ma una vera e propria stupidaggine inapplicabile. Pensate un po’, a un disgraziato che arriva sulle nostre coste dopo mille peripezie, se condannato, viene comminata una pena pecuniaria… gli si rovista tra le poche cose che è riuscito a salvare, a portare con sé, e non gli si trova il becco di un quattrino… fine del discorso riguardo alla pena. Per quanto riguarda le indagini sui trafficanti di esseri umani, le conseguenze di questo “reato” sono ancora più esilaranti: interrogato come imputato, e non come persona informata dei fatti, il “clandestino” può avvalersi della facoltà di non rispondere, il che gli sarebbe precluso in qualità di semplice testimone: così portare allo scoperto le reti dei trafficanti diventa più difficile. In sostanza la giurisprudenza circa il reato di clandestinità non viene applicata perché inapplicabile e controproducente.

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