29 giugno 2018
pubblicato da Il Ponte

Perfino Siena!

Sienadi Roberto Barzanti

Anche Siena, la roccaforte rossa per eccellenza, è caduta. Molti giornali si sono sadicamente divertiti a descrivere in chiave simbolica la disfatta del Pd e alleati al ballottaggio del 24 giugno in una città tradizionalmente governata dalle sinistre. Perfino Siena!

Chi conosce da dentro le vicende della città sa che l’egemonia esercitata – non usurpata – da comunisti, socialisti e indipendenti di estrazione liberal-democratica, non è stata poi così solida e lineare come si vuol far credere. Nel dopoguerra si sono avute ben tre cesure commissariali al Comune: è stata la provincia, la campagna, a salvare la città. Il processo di inurbamento a fine anni cinquanta produsse una condizione durata a lungo grazie all’equilibrio e alla misura con la quale il ceto dirigente seppe costruire un sistema di sottili equilibri e ragionevoli convergenze. La sinistra seppe fare i conti con un moderatismo non arcigno e vinse battaglie restate storiche, quelle sì.

Siena è stata una città all’avanguardia nella tutela dell’ambiente e del patrimonio artistico. Non ha solo tramandato le forme di un insediamento urbano unico per continuità di tessuto e persistenza di soluzioni. Ha cercato – non sempre riuscendoci – di dare servizi diffusi e discreta qualità. Ma in primo piano, per valutare i risultati del 24 giugno, occorre mettere la tempesta tutta politica che si è abbattuta sull’Italia: un centrosinistra incerto e debole non è riuscito ad arginare un centrodestra intollerante e becero. In sintonia, del resto, con tendenze laceranti che stanno sconvolgendo tutta l’Europa.

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