Enzo Enriques Agnoletti: l’utopia incompiuta del socialismo

Enzo Enriques Agnoletti

Con il 2014 «Il Ponte» entra nel settantesimo anno di vita. Per “festeggiare” questa longevità abbiamo voluto dedicare il primo numero dell’annata a Enzo Enriques Agnoletti che è stato senz’altro il maggiore artefice di questa vita lunga della rivista. Per quanto abbia assunto la direzione del «Ponte» quando l’Italia passava dalla poesia della Resistenza alla prosa della quotidianità democristiana, Enzo Enriques Agnoletti per trent’anni non solo ha reinterpretato e attualizzato quei valori di socializzazione e di partecipazione che già Calamandrei aveva delineato, ma, attento agli avvenimenti che si svolgevano fuori d’Italia, ha dato alla rivista una cifra internazionale di grande rilievo. Ha così traghettato con grande dignità la rivista attraverso le acque torbide e insidiose della Guerra fredda e delle molte guerre calde che gli imperialismi americano e sovietico hanno suscitato nella seconda metà del secolo XX.
Se «Il Ponte» è ancora oggi una voce della cultura politica, lo si deve a Enzo Enriques Agnoletti, alla sua sensibilità, alla sua capacità di indignazione, alla sua fede nell’uomo.

Il Ponte numero 2-2018

Ponte 2-2018

Sommario de Il Ponte numero 2-2018

Marcello Rossi, C’era una volta la sinistra
Giancarlo Scarpari, Vincitori e vinti
Lanfranco Binni, Transizioni
Paolo Bagnoli, Democrazia e principi costituzionali
Luca Michelini, Sulla disfatta del Pd e di Leu
Mario Pezzella, Populismi e oltre
Marco Gatto, Costruire un’identità marxista anticapitalista e popolare
Giorgio Cremaschi, Un atto liberatorio
Mario Monforte, Passo avanti irreversibile, benché impantanato nel sistema
Luca Michelini, Società senza lavoro e metamorfosi del lavoro: a proposito di un post di Beppe Grillo
Enzo Enriques Agnoletti, Vicenda Moro, tragedia italiana
Bruno Jossa, Ancora sul socialismo di mercato
Tullio De Paola e Alessandro Gaudio, Levi, Calvino e la fine eternamente differita dell’età dell’amianto
Massimo Jasonni, Letteratura e politica nel magistero di Walter Binni
Andrea Panaccione, La guerra e gli uomini: il caso di Valdo Zilli, storico e pontiere
Mirko Grasso, L’avversione di Benedetto Croce alle leggi razziali attraverso la cultura umanistica
Sebastiano Taccola, La storia agli occhi del filosofo. Riflessioni critiche a partire dall’opera di Karl Löwith
Lanfranco Binni, Il cranio di Napoleone fanciullo
Antonio Tricomi, Appena fuori. Diario cinematografico
Adriano Russo, L’ultimo sciamano: l’esperimento antropologico di Raz Degan
Andrea Bagni, Blade Runner 2049, di Denis Villeneuve
Valeria Turra, Camus e i suoi personaggi visto da Simone De Beauvoir e Jean-Paul Sartre
Marco Gatto, Dell’umanesimo come sapere laico. Rileggendo Edward W. Said
Luca Lenzini, Nella fossa dei leoni. A proposito di intellettuali e destino
Sergio D’Amaro, L’albero dei rami recisi
Giancarlo Micheli, Orwell e la primavera

Socialismo libertario e dintorni

Socialismo libertario e dintorni

Dalle elezioni europee del 18 giugno 1989 al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 che ha determinato l’implosione in atto del sistema politico italiano: ottantadue editoriali, articoli e saggi con cui Marcello Rossi, dal 1986 erede di Enzo Enriques Agnoletti alla direzione del «Ponte», è intervenuto puntualmente sulla situazione politica italiana nel contesto europeo e internazionale.
Sono interventi politici, non semplici cronache di quanto sta accadendo, e lo sguardo è sempre rivolto in molte direzioni, nel presente e nel passato, analizzando e confrontando, assumendo la responsabilità di un giudizio critico “partigiano”, tenacemente insistente, dalla parte delle ragioni del socialismo, in una costante rilettura della storia, sulla linea inconfondibile del socialismo di sinistra di matrice liberalsocialista.
Un percorso di analisi puntuali sui vari momenti del dramma italiano, rintracciandone le cause profonde, ricercandone le dinamiche interne: rintracciando nella svolta di Salerno del 1944 l’origine della deriva politicista e compromissoria del Pci, ritrovando nel socialismo di sinistra degli anni trenta-quaranta, eretico e libertario, “liberalsocialista” (il liberalsocialismo di Aldo Capitini e Walter Binni), il laboratorio centrale di tutta una storia da riscrivere, a cui attingere per orientare la progettualità e la prassi a una nuova socialità, a un socialismo a venire (Dalla Prefazione di Lanfranco Binni).

La Libertà

La libertà

La Libertà, periodico toscano del Partito d’Azione, esce clandestinamente a Firenze con 13 numeri tra l’agosto 1943 e il settembre 1944. Sul titolo si ebbe un’ampia discussione e all’antico «Non mollare», che alcuni volevano riportare in auge, si preferí La Libertà, proposto da Ragghianti, in quanto si voleva mettere in evidenza una fase di attacco contro il nazifascismo, e non di difesa.
Il primo numero, che porta il titolo «Oggi e Domani», con il sottotitolo «Periodico del Partito d’Azione» è datato agosto 1943. Gli altri 12 numeri uscirono con il titolo La Libertà, proseguendo la numerazione col n. 2, che porta la data 27 ottobre 1943.
Per ovvie ragioni di sicurezza, gli articoli non venivano firmati per cui non è sempre stato agevole arrivare a una corretta attribuzione. Al riguardo sono state preziose le notizie del Disegno della Liberazione italiana di Ragghianti, i ricordi e gli appunti di Codignola e la testimonianza diretta di Enzo Enriques Agnoletti.
La Libertà ha come sottotitolo «periodico toscano del Partito d’Azione» ma in realtà è l’organo di quegli azionisti fiorentini che derivavano dal liberalsocialismo. Questa loro peculiarità li differenziò dagli altri azionisti, e in particolare da chi, tra gli azionisti, pensava di orientare il partito verso il ceto medio.