23 Agosto 2016
pubblicato da Il Ponte

Risposta a “dissenso sull’Europa”

Dissenso

di Marcello Rossi

Caro Rino,

rispondo alla tua filippica contro di me che ho “osato” firmare “Il Ponte” un articolo – scritto in verità a più mani, ma a tua insaputa – che ti ha trovato assolutamente dissenziente. Sul fatto che la firma “Il Ponte” richieda l’assenso di tutti i componenti la “Direzione e Redazione” non posso che essere pienamente d’accordo e pertanto non mi resta che scusarmi dell’accaduto, ma – se ben ricordo – mi ero già scusato per telefono. Evidentemente tu ti sei sentito così offeso da ritenere insufficienti delle giustificazioni telefoniche e questo mi porta a rinnovare nuovamente – e questa volta per scritto – le mie scuse. Forse, per evitare che si ripetano situazioni del genere, occorrerà che la “Direzione e Redazione” della rivista rientri nel più grande “Comitato direttivo” e io solo faccia il direttore. D’altronde per uniformarsi a questo tempo di leaders e liderismi vari un direttore unico vale più di un Comitato di direzione. Non ci credo, ma mi adeguo.

Quanto al contenuto dell’articolo, che tu critichi con sarcasmo e tacci di stupido grillismo, non sono assolutamente d’accordo con le tue conclusioni. Il Ponte è europeista fin dai tempi di Calamandrei e di Enriques Agnoletti, ma questo non significa che l’attuale Unione europea ci soddisfi e rifletta le nostre posizioni. Anzi, io credo che questa Unione vada distrutta (e l’operazione non sarà indolore e potrebbe passare anche – per nostra disgrazia – per la Le Pen) e che restare all’interno di questo “obbrobrio” che è l’attuale Unione non può che aggravare la situazione. Questo era – o voleva essere – il succo dell’articolo.

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22 Agosto 2016
pubblicato da Rino Genovese

Dissenso sull’Europa

Europa
di Rino Genovese

Mi tocca prendere la parola per “fatto personale”, come si dice, e la cosa mi riesce piuttosto dura. Leggo sul numero di luglio della rivista un articolo di apertura in corsivo, firmato semplicemente Il Ponte, che è un piccolo catalogo poco ragionato di tutte le sciocchezze grilline, neoqualunquistiche o neoperoniste (fate voi a piacere), che girano sul conto dell’Unione europea. Il titolo è un programma, Fuori dall’Europa. Per andare dove? Si prende spunto dalla recente uscita della Gran Bretagna dalla Unione europea – con un referendum voluto dai conservatori, passato solo per una reazione di chiusura e di paura nei confronti del flusso di migranti, e che, all’atto pratico, darà solo la stura a un nuovo accordo rinegoziato al ribasso – per prospettare come positivo uno sgretolamento della pur difettosa costruzione europea, che a mio avviso, invece, sarebbe un regresso storico e darebbe corda a tutti i nazionalismi e localismi xenofobi: una situazione di cui si gioverebbero le destre, anche estreme, non certo i movimenti e le formazioni politiche che in questi anni, dalla Spagna alla Grecia (purtroppo non in Italia, dove si è affermata una nebulosa neoqualunquistica), si sono battuti contro l’Europa dell’ingiustizia sociale. Resta vero che, quando si è imbottigliati, l’unica è tentare di andare avanti, non fare marcia indietro: fuor di metafora, poiché gli Stati nazionali sono pressoché un residuo del passato, si tratterebbe di avanzare verso una maggiore integrazione europea, che sarebbe se non altro un terreno di lotta più avanzato.

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12 Maggio 2015
pubblicato da Rino Genovese

Fondazione per la critica sociale

Socialismodi Rino Genovese

Il Ponte sta entrando in una nuova fase della sua lunga vita. Con la costituzione di una Fondazione per la critica sociale (per iniziativa del sottoscritto, in quanto direttore della collana “La critica sociale” presso l’editore Rosenberg&Sellier, e del direttore e proprietario della rivista Marcello Rossi) Il Ponte non soltanto si pone finanziariamente al riparo per i prossimi anni, ma intende sviluppare le proprie iniziative sia mediante un potenziamento del sito on line sia attraverso la pubblicazione, peraltro già in corso, di volumi che rientrino nell’ambito della sua tradizione politico-culturale. A me il compito di spiegare brevemente il senso, diciamo così, filosofico della Fondazione, che si avvale di un Consiglio di amministrazione e di un Comitato di indirizzo oggi entrambi in carica e operativi.

Perché critica sociale? Il richiamo alla storica rivista che fu di Filippo Turati è voluto. Non certo perché il padre nobile del riformismo italiano sia un punto di riferimento privilegiato nella storia del Ponte; al contrario, come i nostri lettori più anziani sanno perfettamente, l’idea socialdemocratica e statalista è stata, nella storia della rivista, più un punto di partenza da mettere in discussione nella direzione di un socialismo libertario, basato sul decentramento dei poteri, che il centro di un programma politico. Avendo tuttavia ai nostri tempi la parola “riformismo” mutato di significato nel lessico politico corrente, non è affatto scontato ricordare che appunto la critica sociale, e la prospettiva di un superamento graduale del capitalismo, erano il cuore del progetto riformista originario.

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9 Dicembre 2014
pubblicato da Il Ponte

I nostri «Classici»

di Lanfranco Binni e Marcello Rossi

I nostri ClassiciAllegato al numero di gennaio 2015  della rivista gli abbonati troveranno il primo volume di una nuova collana dedicata ai classici del pensiero politico e della letteratura: autori e testi legati alla lunga e complessa attenzione politica e culturale del «Ponte» di ieri e di oggi, dall’antichità classica all’umanesimo rinascimentale, all’illuminismo, al socialismo, all’anarchismo e al comunismo, su una linea di pensiero che ha sempre scelto e continua a scegliersi i propri autori di riferimento, di riflessione e di studio. I volumi dei «Classici», pubblicati in coedizione tra il Ponte Editore e il Fondo Walter Binni, usciranno con una cadenza sostanzialmente bimestrale allegati alla rivista; saranno inoltre distribuiti in libreria separatamente, e liberamente scaricabili in pdf dai siti www.ilponterivista.com e www.fondowalterbinni.it. per assicurarci la loro più ampia e libera diffusione.

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