13 Dicembre 2014
pubblicato da Rino Genovese

Sopravvivere

Sopravviveredi Rino Genovese

[Intervento al convegno su “Vivere/sopravvivere”, Centro di psicoanalisi romano, 13-14 dicembre 2014]

In Massa e potere (un libro iniziato nel 1939, cioè nel pieno dei totalitarismi europei, e pubblicato nel 1960) Elias Canetti, autore formatosi nell’atmosfera della Vienna di Freud e di Kraus, tematizza la sopravvivenza, e il corrispondente sentimento di soddisfazione nei confronti di chi al contrario è morto, come una caratteristica propria del potere. Il suo discorso, che si avvale di una quantità di esempi tratti dalla storia e soprattutto dall’antropologia culturale, fa del capo – dell’eroe in guerra, e anche del “potente” come colui che detiene il diritto di vita e di morte sui suoi sottoposti – il sopravvivente al quale si indirizza quella speciale venerazione che è la Stimmung entro cui si colloca chi detiene il potere, ovvero colui che può dedicarsi al “sempre rinnovato piacere di sopravvivere”. In altre parole, laddove il sopravvissuto – a una catastrofe, a una strage e così via – è soltanto uno scampato alla morte, il sopravvivente, inteso come capo, è quello che la morte l’ha sfidata e sempre di nuovo ha potuto assaporare il trionfo sopra coloro che invece sono periti.

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