22 Dicembre 2014
pubblicato da Rino Genovese

Quattro tesi sul socialismo oggi

Socialismodi Rino Genovese

La tesi preliminare, all’interno di una ripresa della discussione intorno al socialismo, è che questo concetto – a parte la sua versione a lungo servita in salsa totalitaria sotto il nome di “socialismo reale” – non è affatto l’opposto di quello di individualismo. Al contrario: la centralità conferita all’individuo nella modernità (dal Rinascimento all’illuminismo e oltre) è un presupposto essenziale del pensiero socialista. La concezione di Pierre Leroux – colui che per primo, nella Francia della monarchia di luglio, introdusse il termine “socialismo” nell’accezione contemporanea – che indubbiamente stabilisce una tensione tra i due concetti, a veder bene non fa altro che esprimere ciò che Jean Jaurès affermerà con nettezza qualche decennio più tardi: «Il socialismo è l’individualismo logico e completo». A spingere in questa direzione, è il significato stesso della questione sociale ottocentesca. Il movimento socialista, nel passaggio da una dimensione puramente ideale all’impegno concreto per la trasformazione della società, proclamerà che l’esaltazione moderna dei diritti dell’individuo è monca, e si perverte, se non riconosce i diritti di una larga parte della società che si trova in condizioni di reale diseguaglianza. È la nascita dei diritti sociali: la loro rivendicazione si scontra con un’organizzazione economica incentrata sulla proprietà privata, la mette in questione, la limita, in prospettiva l’abolisce. Questa correzione della modernità dal suo interno, riformistica nel senso della riforma sociale – che nella storia francese del XIX secolo assumerà anche movenze insurrezionaliste (si pensi, per fare un nome, a un tenace militante come Auguste Blanqui) e, nella variante di un anarchismo più o meno “esemplare”, perfino terroristiche –, non è altra cosa dal fine ultimo inteso come superamento della forma capitalistica di produzione e di consumo: piuttosto ingloba questo fine dentro di sé come una linfa vivificante della quotidiana pratica rivendicativa e politica. Socialismo è allora riforma sociale in quanto piena realizzazione dell’individualismo moderno, prefigurazione di un modo di produrre e consumare non più capitalistico e di una vita sociale svincolata dal bisogno e dall’interesse economico, che comprimono o limitano la libera espressione degli individui. Insomma ciò che Marx riassunse nei termini di un salto dalla preistoria alla storia, dal regno della necessità a quello della libertà.

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9 Dicembre 2014
pubblicato da Il Ponte

I nostri «Classici»

di Lanfranco Binni e Marcello Rossi

I nostri ClassiciAllegato al numero di gennaio 2015  della rivista gli abbonati troveranno il primo volume di una nuova collana dedicata ai classici del pensiero politico e della letteratura: autori e testi legati alla lunga e complessa attenzione politica e culturale del «Ponte» di ieri e di oggi, dall’antichità classica all’umanesimo rinascimentale, all’illuminismo, al socialismo, all’anarchismo e al comunismo, su una linea di pensiero che ha sempre scelto e continua a scegliersi i propri autori di riferimento, di riflessione e di studio. I volumi dei «Classici», pubblicati in coedizione tra il Ponte Editore e il Fondo Walter Binni, usciranno con una cadenza sostanzialmente bimestrale allegati alla rivista; saranno inoltre distribuiti in libreria separatamente, e liberamente scaricabili in pdf dai siti www.ilponterivista.com e www.fondowalterbinni.it. per assicurarci la loro più ampia e libera diffusione.

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