1 Agosto 2020
pubblicato da Il Ponte

La ricostruzione

Ricostruzionedi Lanfranco Binni

Per grazia ricevuta?

L’esito monetario per ora virtuale delle “quattro giornate di Bruxelles”, imprevedibilmente molto generoso con l’Italia, sta producendo nel sistema politico italiano pulsioni predatorie vecchie e nuove, convulsioni e trasformismi. La nuova corsa all’oro mobilita i tradizionali istinti animali dei gruppi di potere esperti in pratiche spartitorie, corruttive e criminali. La partita, in nome di una “solidale” Europa dei mercati, rimette in gioco anche i replicanti di stagioni sconfitte, da Berlusconi a Prodi a Renzi, alla ricerca di una nuova verginità “responsabile”.

Poiché tutto è processo, l’Unione europea a trazione tedesca rafforzata ha semplicemente preso tempo: la “montagna di soldi” promessa all’Italia seguirà i percorsi politici, negoziali e procedurali, dell’Unione; di fronte a una profonda crisi di sistema aggravata dal Covid-19 e dai cambiamenti climatici, e alla necessità di intervenire sui modelli di sviluppo dei vari Stati del continente mantenendo il controllo sulle economie e sui mercati nazionali, l’Unione ha allentato le briglie delle catene di comando: la crisi va affrontata subito, e il 2021, quando entreranno in vigore i provvedimenti “solidali”, è molto lontano. Prima della metà del prossimo anno, numerosi passaggi: negoziazioni, valutazioni dei progetti d’impiego delle risorse concesse, nuovi rapporti di forza. Le briglie si allentano anche sui “valori” retorici dello “Stato di diritto” (Ungheria, Polonia), e tanto più sui privilegi fiscali dei governi “frugali” del Nord.

Il governo italiano, forte dei suoi 35.000 morti da Covid-19, ha sicuramente svolto un ruolo attivo nei negoziati di Bruxelles, presentandosi come paladino di un nuovo europeismo non rigidamente vincolato dalle regole di quel “patto di stabilità” che aveva strangolato la Grecia, ma la partita è ancora tutta da giocare. In attesa di valutare i progetti italiani finanziabili, l’Unione “porta a casa” la fedeltà di un paese anomalo costretto ad abiurare la sua diversità in nome di una nuova affidabilità. Fedeltà anche alla Nato e alle sue strategie nel continente europeo condivise dalla Germania; e l’attuale governo italiano si dichiara ripetutamente atlantista, amico a oltranza dell’attuale governo degli Stati Uniti d’America.

Continua a leggere →