8 Settembre 2020
pubblicato da Il Ponte

Un No secco per la democrazia

di Roberto Passini e Paolo Solimeno

La riduzione del numero di deputati e senatori votata in quarta e ultima lettura alla Camera l’8 ottobre 2019 si presenta al voto popolare del referendum costituzionale “oppositivo” il 20 e 21 settembre con argomenti e schieramenti diversi da quelli che sostennero, o avversarono, l’iniziativa in parlamento. Se le eterogenee porzioni del popolo sovrano che saranno sollecitate anche dal voto per i consigli regionali (anzi per i presidenti delle giunte, come ha voluto una resistibile modifica del 2001 del Titolo V della Costituzione) decideranno di ridurre il proprio potere, curiosamente non gioiranno politici e opinionisti che da trent’anni chiedono riforme antiparlamentari e governabilità perché condividerebbero la vittoria con l’antagonista Movimento 5 Stelle.

E questa è una preziosa fortuna per le nostre istituzioni democratiche. Il Movimento ormai acefalo si era presentato con un’idea apparentemente diversa dalle solite riforme che da quarant’anni affaticano il dibattito politico italiano: toccando solo tre articoli della Costituzione si abbandonava l’obiettivo salvifico di Berlusconi e Renzi della “governabilità” attraverso il rafforzamento dell’esecutivo per afferrare invece risultati più esili, eppure di facile comunicazione: l’attacco alla casta (da parte della stessa casta) e la riduzione (irrisoria e arbitraria) dei costi di funzionamento del parlamento.

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10 Dicembre 2017
pubblicato da Il Ponte

Questo pareggio di bilancio è una trappola

pareggio di bilancio

di Il Ponte

[A marzo del 2012, mentre si metteva mano a modifiche antipopolari della Costituzione, «Il Ponte» pubblicò un appello. In quel clima di messa tra parentesi dello spirito critico, i firmatari furono davvero pochi. Ma è bene rileggere quel testo, adesso che, nell’anniversario della vittoria del No al referendum costituzionale, sul pareggio di bilancio si sta riaprendo la discussione, e il Coordinamento per la democrazia costituzionale ha lanciato una raccolta di firme per una legge che sciolga da quel vincolo troppo rigorista, introdotto allora con più fretta che senno.]

Il pareggio di bilancio nella Costituzione, già approvato in prima lettura dal Parlamento, soprattutto con la modifica dell’articolo 81 preoccupa tutti noi giuristi, economisti, intellettuali, cittadini.

L’iniziativa è accompagnata da un clima punitivo, e rovescia sul popolo le responsabilità di un intero ceto dirigente, imprenditoriale, politico e amministrativo.

Sinora il tema è stato circondato dalla peggiore censura: quella dei mezzi silenzi e dell’ovvietà. Negli sbrigativi lavori parlamentari, si è vista una maggioranza inconsueta nella storia repubblicana, e usuale invece in altri regimi. Se anche in seconda lettura la modifica passerà coi due terzi, sarà impossibile un referendum.

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