5 Marzo 2016
pubblicato da Il Ponte

Le Grandi opere inutili e imposte

grandi operedi Tiziano Cardosi

Per parlare di quella che è una vera e propria violazione dei diritti dei popoli a proposito delle «Grandi opere», inutili e imposte – se ne può fare un acronimo: le Goii -, in Italia non possiamo prescindere dal fare un quadro generale della situazione politica, economica e legislativa.

Quello delle «Grandi opere» è un fenomeno non nuovo, soprattutto nei paesi del cosiddetto «terzo mondo». In particolare, in America Latina e Africa tali «Grandi opere» sono state lo strumento di una politica economica di rapina, nata subito dopo la decolonizzazione, per mantenere al guinzaglio i paesi che da poco si erano liberati del giogo diretto delle potenze imperialiste: si sono creati enormi debiti, che sono diventati il coltello alla gola con cui i paesi piú poveri sono stati nuovamente oppressi e sfruttati, non piú direttamente, ma con strumenti piú subdoli.

Nei paese piú «sviluppati», in Italia in particolare, questa febbre del cemento e dell’asfalto è invece scoppiata soprattutto alla fine degli anni ottanta per proseguire a tutt’oggi.

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