20 Luglio 2020
pubblicato da Il Ponte

No alle camerette, vogliamo le Camere

Cameredi Luca Baiada

Il taglio del numero dei parlamentari è un fossile uscito da una collezione di vecchie mire antidemocratiche. È stato approvato nel 2019, doveva essere sottoposto a referendum in primavera, è stato messo da parte per l’emergenza sanitaria, adesso arriva davanti al giudizio del popolo. E i motivi per votare No sono più solidi di prima.

Un equivoco. Non è vero che il numero dei parlamentari sia indifferente per la rappresentanza, a parità di legge elettorale. Con Camere ampie c’è la possibilità di dar voce a orientamenti minoritari. Camere ristrette favoriscono il conformismo, la volgarizzazione e la semplificazione del discorso politico.

Una leggenda dura a morire. Non è realistico far dipendere il costo della politica dal numero dei parlamentari; comunque, ci sono le spese per il mantenimento delle strutture di sostegno ai lavori. I gruppi politici non vogliono ridimensionarle perché garantiscono comodità e favoritismi. Davvero è la spesa per i parlamentari a fare la differenza? Allora basta ridurre le retribuzioni e rimborsare solo le spese documentate e pertinenti. Le vicende penose, sulle spese di interi schieramenti, spiegano perché si evita questa strada: far chiarezza metterebbe fine alle botteghe.

Continua a leggere →