7 marzo 2018
pubblicato da Il Ponte

Quel flop di Liberi e uguali

Liberi e ugualidi Aldo Garzia

Risultato impietoso. Quel 3 virgola qualcosa, che serve a entrare in parlamento con una manciata di deputati e senatori, non lo prevedeva nessuno dalle parti di Liberi e uguali. Anzi, si è finanche temuto lunedì mattina che l’asticella posta al 3 per cento potesse abbassarsi come una tagliola nel corso del riconteggio finale e dell’afflusso dei voti dalle circoscrizioni estere. I più pessimisti alla vigilia pensavano a un 6 per cento, non alla metà di quella percentuale. Ora si è molto lontani dalle percentuali della sinistra radicale in altri paesi europei (il 9 per cento della Linke in Germania, il risultato a due cifre di Podemos e Mélenchon in Spagna e Francia). La conferenza stampa di Grasso, Fratoianni e Speranza (bocciati nei collegi uninominali come del resto Boldrini) ha ammesso la delusione, pur cercando di non demordere dall’idea di costruire “un partito della sinistra” senza chiarire – c’era da aspettarselo, ci vorrà tempo – come e su che: effetto doccia fredda, difficile da smaltire in fretta.

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