17 Dicembre 2014
pubblicato da Il Ponte

Mafia capitale e politica nazionale

Mafia capitaledi Fabio Vander

Lo scandalo esploso a Roma, dove le indagini della magistratura hanno scoperchiato un mondo di collusioni fra politica locale e criminalità politico-mafiosa, sconcerta e pone interrogativi inquietanti. Interrogativi che investono la stessa politica nazionale, non solo i singoli soggetti organizzati, ma proprio la conformazione del sistema politico, le sue modalità di funzionamento, la qualità della classe dirigente e i suoi rapporti con i poteri forti, evidentemente non solo quelli legali. Anche il commissario straordinario del Pd romano Matteo Orfini ha riconosciuto che «la patologia del Pd è stato il consociativismo. Precedentemente c’erano stati anni in cui c’era stata un’eccessiva consuetudine con la destra di Alemanno che governava la città». Persino il deputato Morassut, assessore nelle precedenti giunte di centrosinistra, ha ammesso: «con la destra di Alemanno abbiamo avuto un atteggiamento consociativo».

Crisi politica e crisi morale (e criminale) sono dunque l’una dentro l’altra. Per molti versi in Italia è stato cosí anche in passato e certo scontiamo il degrado di vent’anni di berlusconismo, ma la cosa grave e inedita è che oggi sembrano non esserci piú alternative, né speranze. Il fatto che sia coinvolto pesantemente anche il maggior partito di governo, il Pd del premier Renzi, è la prova che le riserve morali si sono esaurite anche nel centrosinistra. Di nuovo il problema non è solo penale e morale, ma direttamente politico.

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30 Giugno 2014
pubblicato da Il Ponte

Dove vola l’avvoltoio

avvoltoiodi Lanfranco Binni

C’è qualcosa di serio in quanto sta accadendo in questo paese dietro il polverone “riformistico” sollevato a uso domestico dal piazzista di Pontassieve, ed è l’asservimento italico all’accordo segreto euro-americano del Ttip, il Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti.

L’offensiva liberista internazionale scatenata nel 2008 contro la spesa pubblica e i programmi sociali degli Stati nazionali è in fase di accelerazione. «La posta in gioco» – scrive Serge Halimi nel numero di giugno di «Le Monde diplomatique» – «è al tempo stesso piú ampia e piú ambiziosa: riguarda i nuovi privilegi rivendicati dagli investitori di tutti i paesi, magari come risarcimento per una crisi economica che essi stessi hanno provocato». E riguarda l’assetto geopolitico del mondo, da ridisegnare al servizio delle multinazionali. La risposta alla crisi finanziaria del 2008 è l’accelerazione delle dinamiche che l’hanno determinata, e il Partenariato transatlantico euro-americano ne costituisce lo strumento “legale”, il timone delle politiche statuali sulla base di un nuovo diritto internazionale da imporre con le armi di ogni genere e su qualunque terreno. Con l’obiettivo strategico dell’internazionalizzazione del «libero mercato», in concorrenza diretta con la Cina e con il nuovo asse Mosca-Pechino che si va delineando. Il recente viaggio di Renzi in Vietnam, in un momento di tensione tra Vietnam e Cina per ragioni territoriali (ed energetiche), rientra in questo quadro in movimento.

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