19 Marzo 2018
pubblicato da Rino Genovese

Sovranismi (2): l’ombra di Stalin

Vladimir Putindi Rino Genovese

Non sapevano più cos’erano, chi erano, e Putin, con il suo richiamo identitario e sovranista, è apparso come una zattera di salvataggio: così si spiega il perdurante successo dell’ex sgherro del Kgb presso i suoi connazionali devastati dalla fine dell’Unione sovietica. L’ibernazione dei tempi storici differenti – cioè la neutralizzazione reciproca di passato, inteso come tradizione, e presente, considerato come rivoluzione, nello slancio verso un futuro puramente fittizio e propagandistico: ciò che era già stato il contenuto implicito del leninismo e poi, in una rapida involuzione, quello sempre più palese dello stalinismo – aveva lasciato credere, nel lungo immobilismo post-totalitario di Breznev e compagni, che ci fosse almeno ancora una prospettiva di grande potenza. Il crollo aveva sorpreso un po’ tutti (non però un osservatore come Emmanuel Todd che l’aveva visto arrivare con qualche anticipo, basandosi sulla constatazione di un vertiginoso aumento del tasso di mortalità infantile nella “patria del socialismo”). Ed ecco, dopo molteplici traversie, l’emergere del gruppo criminale di Putin come un elemento di stabilizzazione interna, con una rinnovata capacità di giocare un forte ruolo internazionale, dalla guerra in Cecenia all’annessione della Crimea, all’intervento in Siria.

Continua a leggere →

11 Settembre 2016
pubblicato da Il Ponte

Il fumetto e l’identità nazionale italiana

fumettodi Matteo Rima

[Articolo apparso sul numero 6 – giugno 2016 de Il Ponte]

Alcuni dei fumetti che seguo da anni con maggior interesse sono ambientati in Italia: mi riferisco a Murena (testi di Jean Dufaux, disegni di Philippe Delaby), Cesare (testi e disegni di Fuyumi Soryo) e Ad Astra (testi e disegni di Mihachi Kagano). Si tratta di tre opere seriali ancora in corso di pubblicazione, iniziate rispettivamente nel 1997, nel 2005 e nel 2011; Murena e Ad Astra si svolgono in epoca romana e prendono il via rispettivamente nel 54 d.C., durante il regno dell’imperatore Nerone, e nel 218 a.C., al tempo della seconda guerra punica; il Cesare dell’eponimo fumetto è invece Cesare Borgia, pertanto l’opera che ne racconta le gesta incomincia nella Toscana del XV secolo (per la precisione, a Pisa nel 1491). Pur nella loro diversità d’intenti (il tono soap-operistico di Murena è ben diverso dall’estrema precisione storica e grafica che anima Cesare), le tre opere sono ugualmente serie e documentate, rigorose sia dal punto di vista narrativo sia da quello visivo: le architetture della Toscana rinascimentale ricreate graficamente da Fuyumi Soryo sono mirabili, così come sono encomiabili la perizia e la dovizia di dettagli con le quali Mihachi Kagano illustra le battaglie tra l’esercito romano e quello cartaginese, ricostruendone strategie e spostamenti. Ed è pregevole anche la dimestichezza con cui gli autori muovono, mettendoli fianco a fianco, personaggi inventati e notabili dell’epoca: scorrendo le pagine delle opere si incontreranno Nerone e Poppea, Niccolò Machiavelli e Giovanni de’ Medici, Annibale Barca e Scipione l’Africano1.

Continua a leggere →