25 Agosto 2015
pubblicato da Il Ponte

Il tallone di ferro dei banchieri europei

tallone di ferrodi Vincenzo Accattatis

«Un movimento giovanile pieno di energie intendeva […] risvegliare il Vecchio Continente. L’Europa e il Fondo monetario internazionale hanno schiacciato la speranza» (Serge Halimi, L’Europe dont nous ne voulons plus, «Le Monde Diplomatique», agosto 2015). Parliamo anche noi, approfonditamente, dell’Europe dont nous ne voulons plus, dei trattati dell’Unione europea e della loro violazione da parte dei burocrati di Bruxelles.

Dalla vicenda greca Halimi ricava tre insegnamenti. Il primo: emerge la sua natura sempre più autoritaria, antidemocratica e antisociale. La socialità dell’Unione europea è solo enunciata, non praticata. In Europa impera il neoliberismo. Il secondo: diventa sempre più evidente la falsa promessa di pace e di progresso. L’Unione europea è impegnata a punire con spietatezza «i cattivi debitori», ad assicurare la restituzione dei soldi ai créanciers. Infine: chiaro emerge il suo cesarismo antidemocratico.

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30 Giugno 2014
pubblicato da Il Ponte

Dove vola l’avvoltoio

avvoltoiodi Lanfranco Binni

C’è qualcosa di serio in quanto sta accadendo in questo paese dietro il polverone “riformistico” sollevato a uso domestico dal piazzista di Pontassieve, ed è l’asservimento italico all’accordo segreto euro-americano del Ttip, il Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti.

L’offensiva liberista internazionale scatenata nel 2008 contro la spesa pubblica e i programmi sociali degli Stati nazionali è in fase di accelerazione. «La posta in gioco» – scrive Serge Halimi nel numero di giugno di «Le Monde diplomatique» – «è al tempo stesso piú ampia e piú ambiziosa: riguarda i nuovi privilegi rivendicati dagli investitori di tutti i paesi, magari come risarcimento per una crisi economica che essi stessi hanno provocato». E riguarda l’assetto geopolitico del mondo, da ridisegnare al servizio delle multinazionali. La risposta alla crisi finanziaria del 2008 è l’accelerazione delle dinamiche che l’hanno determinata, e il Partenariato transatlantico euro-americano ne costituisce lo strumento “legale”, il timone delle politiche statuali sulla base di un nuovo diritto internazionale da imporre con le armi di ogni genere e su qualunque terreno. Con l’obiettivo strategico dell’internazionalizzazione del «libero mercato», in concorrenza diretta con la Cina e con il nuovo asse Mosca-Pechino che si va delineando. Il recente viaggio di Renzi in Vietnam, in un momento di tensione tra Vietnam e Cina per ragioni territoriali (ed energetiche), rientra in questo quadro in movimento.

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