10 Giugno 2020
pubblicato da Il Ponte

L’intelligenza artificiale dei pipistrelli

di Silvia Calamandrei

Simone Pieranni aveva il libro Red Mirror già quasi pronto (Roma-Bari, Laterza, 2020), perché quando abbiamo discusso della Cina d’oggi il 14 febbraio alla Fondazione Basso, assieme a Marina Miranda e Romeo Orlandi, ci ha raccontato molte delle cose scritte in Red Mirror, che aveva anticipato su paginoni di «il manifesto» e che ha moltiplicato con lo scatenarsi della pandemia, oltre che sul suo giornale in tante interviste radiofoniche, televisive e sui vari siti.

Entusiasta com’è della fantascienza cinese, Pieranni è anche un entusiasta del posizionamento della Cina all’avanguardia delle nuove tecnologie della comunicazione e dell’intelligenza artificiale, e ne segue da tempo gli sviluppi in un misto di ammirazione e crescente inquietudine. Ma quello che non poteva immaginare, così come tutti noi, era che la pandemia avrebbe moltiplicato le opportunità di sperimentazione e sviluppo di queste nuove tecnologie e accelerato il loro diffondersi.

Quando se ne discuteva a metà febbraio a tutti sembrava che la faccenda riguardasse la Cina, e che il fatto che l’epidemia scoppiata a Wuhan consentisse un’ulteriore accumulazione di dati tramite cellulari e app, nonché tracciamenti della popolazione senza problemi di privacy (alla quale gli asiatici terrebbero meno che noi, si dice), ci appariva come un vantaggio che la Cina avrebbe potuto sfruttare nella competizione globale, affinando il suo strumentario.

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9 Giugno 2020
pubblicato da Il Ponte

Il diario di Fang Fang

di Silvia Calamandrei

Una corsa contro il tempo e sfasata di un mese quella compiuta dal traduttore americano a Los Angeles per renderci disponibile il diario di Fang Fang (Fang Fang, Wuhan Diary, New York, Harper Collins, 2020, edizione inglese); tra poco ci sarà anche la traduzione italiana di questa memoria-testimonianza del Coronavirus nel suo luogo d’origine (?), o per meglio dire nella metropoli cinese che per prima è andata in lockdown, vivendo l’esperienza che sarebbe toccata ad altri milioni di reclusi nell’intero globo terrestre. Anche altri hanno scritto diari del lockdown di Wuhan, come l’attivista femminista Guo Jing, e in tutti il tema centrale è la rivendicazione che le autorità rispondano delle loro responsabilità: una richiesta di accountability (wenzexing), oltre che di trasparenza e accesso all’informazione. Ma Fang Fang è probabilmente il personaggio più noto, e su di lei si sono concentrate critiche e censure.

Michael Berry, che era a gennaio impegnato a tradurre il romanzo della scrittrice Funerali soffici, quello che era stato motivo di attacchi dell’ultrasinistra cinese e oggetto di censura (per la visione critica dell’epoca della riforma agraria), appena avuto sentore del diario si è messo in contatto con Fang Fang per chiederle di tradurlo.

I dispacci dalla quarantena di Wuhan cominciano il 25 gennaio e terminano l’8 aprile, e sono sessanta quotidiane annotazioni di gesti, pensieri, atti e contatti che hanno consentito la sopravvivenza nella reclusione, dopo l’annuncio del 20 gennaio del dottor Zhong Nanshan (il grande specialista della Sars) che la nuova malattia era trasmissibile tra umani (negato fino ad allora dai responsabili governativi e sanitari locali presi da scadenze politiche e cerimoniali che non ammettevano interferenze).

È bene leggere la postfazione del traduttore perché ci spiega come quello di Fang Fang non sia un diario nel senso tradizionale: si tratta di annotazioni trasmesse quotidianamente su Weibo e su Wechat, le piattaforme social cinesi, e riprese, commentate e ripercosse nella rete di comunicazioni tra migliaia di utilizzatori. Talvolta il messaggio trasmesso da Fang Fang sparisce, cancellato dai censori, ma c’è chi l’ha copiato e lo diffonde di nuovo, oppure è stato ripreso e commentato da qualcun altro. Insomma è una conversazione in rete con migliaia di interlocutori, non solo amici, ma anche sconosciuti, una sorta di alveare ronzante in cui circolano le notizie, vere o false che siano, e si cerca di informarsi il più accuratamente possibile bocca a bocca non fidandosi delle fonti ufficiali. Questo telefono senza fili è seguito anche all’estero, nelle comunità cinesi sparse per il mondo e da tutti coloro che si appassionano alla Cina. Al 10 aprile il diario aveva avuto 380 milioni di visualizzazioni e 94.000 commenti (fonte «Guardian»). A partire da un certo momento il diario diventa oggetto di attacco, non solo dei censori, ma di faziosi nazionalisti che accusano la scrittrice di fare il gioco degli americani e di coloro che denigrano la Cina, esponendone gli aspetti negativi: “i panni sporchi vanno lavati in casa”, insomma.

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25 Febbraio 2020
pubblicato da Il Ponte

Sogni e realtà della Cina del 2020

Cina[Fondazione Basso, 14 febbraio 2020: Tavola rotonda con Romeo Orlandi, Simone Pieranni e Marina Miranda, coordinata da Silvia Calamandrei. Il dibattito si è concluso con i ringraziamenti di Franco Ippolito, presidente della Fondazione Basso.]

Giovanni I. Giannoli, Fondazione Basso

Nell’introdurre il nostro incontro, voglio innanzi tutto ringraziare Silvia Calamandrei, Marina Miranda Romeo Orlandi e Simone Pieranni, che hanno accettato di condividere la loro esperienza e i loro studi, per questo seminario di informazione e di riflessione sulla Cina contemporanea. A nome della «Fondazione Basso» e del suo presidente, ringrazio tutti i convenuti, che con la loro presenza sostengono il nostro interesse per il tema.

Questo incontro avviene in un periodo del tutto particolare: sono certo che ne parleranno diffusamente coloro che mi seguiranno tra poco. La Cina affronta in queste settimane una prova che non ha probabilmente analoghi nella nostra memoria. Più che all’aspetto strettamente sanitario, mi riferisco soprattutto ai riflessi e alle implicazioni che l’attuale epidemia può ben presto avere, sul piano sociale, economico, politico, psicologico e comportamentale, a causa dell’estensione e – soprattutto – della rapidità con la quale queste implicazioni sembrano capaci di diffondersi a livello globale: ben al di là, per altro, dei confini cinesi. Comunque, questa drammatica prova potrebbe investire alcuni nodi cruciali dello sviluppo e dell’attuale congiuntura cinese. Tutti quanti, immagino, condividiamo l’augurio di un rapido e duraturo successo, al grande Paese, nel circoscrivere e superare la crisi attuale.

Non è certo da oggi che la «Fondazione Basso» pone al centro della sua riflessione i nodi più complessi e problematici delle società contemporanee: la natura e l’evoluzione dei rapporti di produzione, le forme dell’esercizio del potere, il terreno dei diritti e quello della democrazia. Proprio in queste settimane, abbiamo avviato un nuovo programma di studi, che riguarda le controverse e precarie relazioni tra capitalismo e democrazia: tra le attuali forme (e tendenze) dei rapporti di produzione e i molteplici sintomi di una crisi profonda della democrazia.

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24 Ottobre 2015
pubblicato da Il Ponte

Cina e Gran Bretagna

Xi Jinpingdi Vincenzo Accattatis

Mentre Xi Jinping, da nuovo imperatore democratico incontra la regina ed è ricevuto con tutti gli onori (Simone Pieranni, L’imperatore incontra la regina, «il manifesto», 21.10.2015), un giornale cinese (il «Southern Metropolis Daily») chiede ai suoi giornalisti di indagare su Jeremy Corbyn: chi è e perché Xi lo ha incontrato (Tom Phillips, Who is Jeremy Corbyn? Chinese daily analyses Xi Jinping meeting with Labour leader, «The Guardian», 21.10.2015)? Dopo l’incontro, il «Labour», con frase di stile, ha dichiarato che i due hanno avuto un «incontro cordiale e costruttivo», mentre «Xinhua», l’agenzia cinese di informazione, ha riportato, più ampiamente: «Xi Jinping ha sottolineato il ruolo speciale svolto dal Labour nella vita politica della Gran Bretagna e ha detto che la cooperazione fra i due partiti dovrà crescere».

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