Cina e Gran Bretagna

Xi Jinpingdi Vincenzo Accattatis

Mentre Xi Jinping, da nuovo imperatore democratico incontra la regina ed è ricevuto con tutti gli onori (Simone Pieranni, L’imperatore incontra la regina, «il manifesto», 21.10.2015), un giornale cinese (il «Southern Metropolis Daily») chiede ai suoi giornalisti di indagare su Jeremy Corbyn: chi è e perché Xi lo ha incontrato (Tom Phillips, Who is Jeremy Corbyn? Chinese daily analyses Xi Jinping meeting with Labour leader, «The Guardian», 21.10.2015)? Dopo l’incontro, il «Labour», con frase di stile, ha dichiarato che i due hanno avuto un «incontro cordiale e costruttivo», mentre «Xinhua», l’agenzia cinese di informazione, ha riportato, più ampiamente: «Xi Jinping ha sottolineato il ruolo speciale svolto dal Labour nella vita politica della Gran Bretagna e ha detto che la cooperazione fra i due partiti dovrà crescere».

Jeremy Corbyn, da uomo di sinistra, da socialista europeo, ha detto a Xi che la Cina ha realizzato una cosa notevole: «ha tolto dalla povertà 600 milioni di persone». L’Occidente, gli Stati Uniti, non riescono ad assorbire la povertà. L’accrescono. Il «Southern Metropolis Daily» si chiede perché Xi abbia voluto incontrarlo. Li Guanjie, analista dell’università «Shanghai International Studies», ha ipotizzato che la risposta può trovarsi nell’affinità politico-culturale, visto che Xi è impegnato a far crescere in Cina la cultura marxista e Corbyn è un ammiratore di Karl Marx. È da ricordare che quando, nel 1950, la Gran Bretagna, primo Stato occidentale, ha riconosciuto la Repubblica popolare cinese, capo del governo era il laburista Clement Attlee.

Soldi, buoni affari e solida cultura

Xi in Europa porta soldi e buoni affari per le industrie europee (Federico De Rosa, Con Pirelli il primato hi-tech – Insieme saremo leader globali, intervista a Ren Jianxin, presidente della Chem China, «Corriere della sera», 21.10.2015). Aiuta l’Europa a uscire dalla crisi, ma porta anche una grande cultura, la migliore cultura europea, la cultura socialista, che include quella di Karl Marx che in Cina e in Gran Bretagna è molto studiato, ma non in Italia. Purtroppo nell’Italia di Matteo Renzi, nell’Italia dell’ignoranza, molti lo ritengono un cane morto.

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