11 ottobre 2017
pubblicato da Il Ponte

Tra la Padania e la Catalogna

di Mario Pezzella

Non so cosa resti nell’attuale Movimento 5 stelle e nella Lega delle loro ispirazioni originarie. Nato come movimento antisistema, l’attuale gruppo dirigente ex-grillino si sta orientando verso un populismo tecnocratico di stile macroniano, pronto a misure dure sull’immigrazione, sulla sicurezza, sui diritti di cittadinanza. Quanto a Salvini, ormai fa concorrenza alla Meloni nel conquistare a livello nazionale i voti dei fascisti e di Casa Pound. In entrambi il tema del federalismo è passato in secondo piano, sempre più sostituito da “Patria, sicurezza e ordine”.

Per quanto riguarda la Lega, comunque, non si è mai trattato di un autonomismo inclusivo, parte di un’Europa federale rinnovata, né di una contestazione reale del principio dello Stato-nazione. C’è un abisso tra un’Europa delle autonomie, che abbatterebbe i confini degli Stati nazionali, in una Federazione più ampia e inclusiva, e un’Europa delle piccole patrie nazionaliste e litigiose, in cui il nazionalismo fiorisce su basi territoriali più ristrette ma in modo ancor più virulento. Nel primo caso si cerca di superare il principio stesso dello Stato-nazione, nel secondo lo si applica in modo easperato ed estremo. Il leghismo degli inizi costituiva un’involuzione del vero federalismo europeo; il suo nazionalismo “padano” rifiutava i due pilastri paralleli, su cui il federalismo può reggersi, la dimensione europea e il socialismo sul piano dei rapporti economici (questa trinità dei termini era invece quella originaria di Spinelli e Calamandrei, la loro grande ma concreta utopia).

Continua a leggere →