3 Febbraio 2019
pubblicato da Il Ponte

Sardegna, elezioni senza rappresentanza

Sardegnadi Mario Monforte

In Sardegna «il 40.4% al centrosinistra, il 28.9% al M5S, il 27.8% al centrodestra». Cosí i media. Aggiunta: al voto il 15.5% degli aventi diritto, ossia meno di 230.000 sui poco meno di 1.480.000. Consueti commenti frettolosi sull’astensione: campagne elettorali non ben riuscite, candidati non abbastanza indovinati, ecc., per passare a “vincitori” e “vinti”, con il centrosinistra che gongola sulla sua (presunta) “rimonta”, con gli altri che garantiscono «è solo un incidente di percorso», con il M5S che critica Salvini per aver ri-presentato la Lega con Berlusconi & Co., ecc. Nel frammezzo si (ri-)dice – un’ennesima volta – della “disaffezione al voto”, dell’“astensione di protesta”, di “crisi della democrazia rappresentativa”. E poi si va avanti, come sempre.

Ma di quali “vittorie” e “sconfitte” si parla? I “vincitori” (virgolette d’obbligo) hanno preso circa 92.000 voti, gli altri rispettivamente 66.000 e 63.000 circa. E questo – ripetiamolo – su circa 1.480.000 elettori. Che rappresentatività hanno vincitori e vinti?

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