9 Ottobre 2020
pubblicato da Il Ponte

La Cina e Il Ponte

La Cina e Il Pontedi Silvia Calamandrei

Nel 2019, nella prospettiva del cinquantenario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina, abbiamo cominciato a progettare questo numero, intendendo presentare un’antologia del numero straordinario del «Ponte» del 1956, considerandolo una tappa importante della conoscenza e degli scambi culturali tra i due paesi, frutto della visita nel 1955 di un variegato gruppo di intellettuali e artisti italiani, guidati da Piero Calamandrei.

La delegazione culturale italiana visitò la Cina dal 24 settembre al 24 ottobre facendo tappa a Pechino, in diversi centri del Nord-Est, e nelle città di Shanghai, Hangzhou e Canton. Ne facevano parte i professori Norberto Bobbio, Piero Calamandrei, Emilio Durio, Rodolfo Margaria, Cesare L. Musatti, il patologo Lucio Benedetti, lo psichiatra Rosario Ruggeri, gli scrittori e giornalisti Franco Antonicelli, Umberto Barbaro, Carlo Bernari, Rocco Cacopardo, Carlo Cassola, Franco Fortini, Corrado Pizzinelli, Antonello Trombadori e Maria Arena Regis, l’architetto Franco Berlanda, il pittore Ernesto Treccani.

La visita costituisce una prima tappa, assieme alla visita di Pietro Nenni dello stesso anno, nella costruzione delle relazioni tra i due paesi, entrambi dotati di una storia millenaria a cui il presidente Xi Jinping, in occasione in Italia nella primavera del 2019, ha fatto riferimento nell’ambito del rilancio dell’antica via della Seta.

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20 Marzo 2016
pubblicato da Il Ponte

Lavoro, identità: riflessioni tra letteratura e diritto

Lavorodi Angela Condello e Tiziano Toracca

Qual è la cosa che detesti di più, del tuo lavoro?
Il fatto di non essere considerato una persona.
A. Nove, Mi chiamo Roberta, ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese

Il lavoro rappresenta ab illo tempore una categoria antropologica e un aspetto essenziale nella vita dell’uomo1. Così come lo conosciamo oggi tuttavia – e cioè come perno della vita associata e come situazione giuridicamente tutelata – è «un’invenzione della modernità»2. Nella storia della letteratura occidentale, l’affermarsi del romanzo moderno – legato com’è all’ascesa della classe borghese – mostra bene la centralità simbolica assunta dal lavoro (e dalla famiglia) nella rappresentazione dell’esistenza quotidiana delle persone3.

Se è vero che la letteratura italiana ha affrontato più o meno esplicitamente questo tema in passato4, la mole di narrazioni contemporanee incentrate sul lavoro evidenzia tuttavia una netta discontinuità. È indiscutibile: a partire dalla metà degli anni novanta e in particolare in seguito al triennio “generazionale”5 dei movimenti (Genova 2001- Melfi 2004), la letteratura italiana ha dimostrato un rinnovato interesse per il tema del lavoro: ne è prova la quantità di testi pubblicati in questo periodo da decine di scrittori di diversa generazione. Anche la critica letteraria per parte sua ha contribuito a creare un discreto dibattito intorno a questo fenomeno attraverso alcuni recenti interventi meritevoli di attenzione6.

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